TFR dei neo-assunti: dal 1° luglio 2026 entra in vigore il nuovo sistema di silenzio-assenso

La riforma della previdenza complementare introduce nuove regole per la destinazione del TFR e nuovi adempimenti per i datori di lavoro. Ecco cosa cambia e chi è interessato.

Dal 1° luglio 2026 è entrata in vigore una delle novità più rilevanti degli ultimi anni in materia di previdenza complementare. La Legge n. 199/2025, insieme alle Direttive COVIP, modifica infatti le modalità di destinazione del Trattamento di Fine Rapporto (TFR) per i lavoratori dipendenti del settore privato assunti a partire da questa data.

La novità principale riguarda l’introduzione del meccanismo del silenzio-assenso, che cambia l’approccio seguito fino ad oggi e comporta nuovi obblighi organizzativi e documentali per le imprese.

Come cambia la scelta del TFR

Fino al 30 giugno 2026 era il lavoratore a dover scegliere se aderire o meno a una forma di previdenza complementare.

Con la nuova disciplina il principio si inverte: per i lavoratori interessati, l’adesione a un fondo pensione diventa automatica, salvo espressa rinuncia.

In concreto, al momento dell’assunzione il lavoratore viene iscritto automaticamente al fondo pensione previsto dal contratto collettivo applicato dall’azienda oppure, qualora il CCNL non individui un fondo di riferimento, al fondo residuale previsto dalla normativa.

Da quel momento decorrono 60 giorni entro i quali il dipendente può:

  • confermare l’adesione al fondo pensione;
  • scegliere una diversa forma di previdenza complementare;
  • rinunciare all’adesione e mantenere il TFR secondo le modalità previste dalla normativa.

Se entro i 60 giorni non viene comunicata alcuna scelta, l’adesione automatica diventa definitiva e il TFR maturando viene destinato al fondo individuato dalla legge.

Chi è interessato dalla riforma

Le nuove disposizioni riguardano i lavoratori dipendenti del settore privato assunti dal 1° luglio 2026.

Restano esclusi, tra gli altri:

  • i lavoratori domestici;
  • i dipendenti delle pubbliche amministrazioni;
  • i rapporti di lavoro a tempo determinato di durata inferiore a 60 giorni, per i quali non opera il meccanismo del silenzio-assenso.

Per i lavoratori che risultano già iscritti a una forma di previdenza complementare a seguito di precedenti rapporti di lavoro si applicano specifiche regole relative alla destinazione del TFR maturando presso il nuovo datore di lavoro.

I nuovi obblighi per i datori di lavoro

La riforma introduce una serie di adempimenti che le aziende dovranno gestire già nella fase di assunzione.

In particolare sarà necessario:

  • consegnare al lavoratore l’informativa prevista dalla normativa;
  • acquisire la dichiarazione relativa alla sua posizione previdenziale;
  • informare il dipendente sulle diverse opzioni disponibili e sul termine di 60 giorni entro cui esercitare la propria scelta;
  • conservare tutta la documentazione relativa alla scelta effettuata o alla mancata scelta;
  • effettuare i conseguenti adempimenti amministrativi e contributivi in relazione alla destinazione del TFR.

Si tratta di attività che richiedono particolare attenzione, poiché una gestione non corretta può comportare errori nella destinazione del TFR e nella documentazione obbligatoria.

 

Un cambiamento che richiede attenzione

La nuova disciplina sulla destinazione del TFR rappresenta un cambiamento significativo nella gestione delle assunzioni nel settore privato. L’introduzione del meccanismo del silenzio-assenso comporta infatti nuovi adempimenti informativi e documentali che i datori di lavoro dovranno integrare nelle proprie procedure.

Per questo motivo è importante che le aziende verifichino l’adeguatezza della modulistica utilizzata, dei processi di onboarding e delle modalità di gestione della documentazione, così da garantire il corretto rispetto delle nuove disposizioni fin dalla data di assunzione del lavoratore.

Una corretta applicazione della normativa consente non solo di adempiere agli obblighi previsti dalla legge, ma anche di assicurare ai lavoratori un’informazione completa e trasparente sulle scelte relative alla previdenza complementare.

 

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