Legge di Bilancio 2026: le principali novità per lavoratori, lavoratrici, aziende

(in vigore dal 1° gennaio 2026)

Con l’entrata in vigore della Legge di Bilancio n. 199/2025, il 2026 introduce un insieme articolato di interventi che incidono in modo significativo sulla gestione del rapporto di lavoro, sulla fiscalità del personale e sulle politiche di welfare aziendale, con effetti diretti su imprese e lavoratori.

Di seguito una lettura tecnica e operativa delle principali novità della Legge di Bilancio 2026, pensata per imprese, HR e professionisti, utile a orientarsi tra le misure in materia di lavoro e a valutarne l’impatto applicativo.

Riduzione IRPEF sul secondo scaglione

Dal 2026 l’aliquota IRPEF applicabile al secondo scaglione di reddito (da 28.000 a 50.000 euro) è ridotta dal 35% al 33%.

La misura determina un beneficio strutturale in busta paga per i lavoratori interessati e richiede l’aggiornamento dei calcoli di ritenuta IRPEF da parte dei datori di lavoro.

Detassazione degli aumenti da rinnovi contrattuali

Per il solo anno 2026, gli incrementi retributivi riconosciuti in attuazione di rinnovi dei CCNL sottoscritti tra il 1° gennaio 2024 e il 31 dicembre 2026 possono beneficiare di un’imposta sostitutiva del 5%.

Condizione soggettiva:

  • reddito complessivo del lavoratore nel 2025 non superiore a 33.000 euro.

La misura rafforza il ruolo della contrattazione collettiva e rende necessario un attento monitoraggio dei requisiti reddituali in sede di elaborazione delle paghe.

Premi di produttività: super agevolazione 2026–2027

Per gli anni 2026 e 2027, l’imposta sostitutiva applicabile a:

  • premi di produttività;
  • somme erogate per la partecipazione agli utili d’impresa,

è ridotta dall’attuale 5% all’1%, entro il limite di 5.000 euro annui.

Beneficiari:

  • lavoratori con reddito 2025 non superiore a 80.000 euro.

La disposizione rende particolarmente strategica la strutturazione dei sistemi di premio variabile, anche in ottica di ottimizzazione del costo del lavoro.

Buoni pasto elettronici: nuova soglia di esenzione

Dal 1° gennaio 2026 la soglia di non imponibilità dei buoni pasto elettronici viene elevata:

  • da 8 a 10 euro giornalieri.

Resta fermo il principio secondo cui i buoni devono essere riconosciuti alla generalità dei dipendenti o a categorie omogenee, aspetto rilevante ai fini fiscali e che richiede particolare attenzione nella definizione delle policy aziendali.

Lavoro notturno, festivo e su turni: tassazione agevolata

Limitatamente all’anno 2026, è prevista l’applicazione di un’imposta sostitutiva del 15%, fino a un massimo di 1.500 euro annui, sulle seguenti voci:

  • maggiorazioni per lavoro notturno;
  • compensi per lavoro festivo o svolto nel giorno di riposo settimanale;
  • indennità di turno previste dai CCNL.

Requisito reddituale:

  • reddito 2025 non superiore a 40.000 euro.

Esclusione:

  • lavoratori del settore turismo, per i quali è previsto uno specifico trattamento integrativo.

Trattamento integrativo speciale per il settore turismo

Per il periodo 1° gennaio – 30 settembre 2026, ai lavoratori del settore turistico-alberghiero e della somministrazione di cibi e bevande spetta un trattamento integrativo pari al 15% della retribuzione lorda riferita a:

  • lavoro notturno;
  • straordinari festivi.

Il beneficio è riconosciuto ai lavoratori con reddito 2025 non superiore a 40.000 euro.

L’importo è anticipato dal datore di lavoro e recuperato sotto forma di credito d’imposta tramite modello F24, con impatto diretto sulla gestione amministrativa e contributiva.

Incentivi all’assunzione e novità sui contratti a termine

Per l’intero anno 2026 è previsto un esonero contributivo parziale (con esclusione dei premi INAIL) in caso di:

  • nuove assunzioni a tempo indeterminato;
  • trasformazioni di rapporti a tempo determinato in contratti a tempo indeterminato.

Le categorie destinatarie includono:

  • giovani;
  • donne svantaggiate;
  • madri con almeno tre figli;
  • lavoratori occupati nelle aree del Mezzogiorno.

L’effettiva applicazione è subordinata all’emanazione di uno specifico Decreto Ministeriale, che definirà modalità e limiti operativi degli incentivi.

Contratti a termine e maternità

È introdotta la possibilità di prorogare i contratti a termine per sostituzione di lavoratrici in maternità fino al compimento del primo anno di vita del bambino, anche per consentire un periodo di affiancamento e continuità organizzativa.

Previdenza complementare e TFR

Sul fronte previdenziale si segnalano due interventi di rilievo della Legge di Bilancio 2026:

  • incremento del limite di deducibilità fiscale dei contributi alla previdenza complementare, che passa da 5.164,17 a 5.300 euro annui a partire dal 2026;
  • estensione dell’obbligo di versamento del TFR al Fondo Tesoreria INPS anche alle aziende che raggiungono i 50 dipendenti.

In via transitoria, per il biennio 2026–2027, la soglia dimensionale è elevata a 60 dipendenti.

Nuovo Bonus Mamme

La manovra introduce un contributo INPS pari a 60 euro mensili a favore delle madri lavoratrici, con le seguenti condizioni:

  • madri di due figli, fino al compimento dei 10 anni del secondo figlio;
  • madri con più di due figli, fino al compimento dei 18 anni del figlio più piccolo.

Il beneficio è riconosciuto alle lavoratrici con reddito complessivo inferiore a 40.000 euro, con esclusione delle lavoratrici a tempo indeterminato.

Indicazioni operative

La Legge di Bilancio 2026 richiede a imprese e professionisti un’attenta attività di:

  • verifica dei requisiti soggettivi dei lavoratori;
  • aggiornamento dei sistemi paghe;
  • valutazione delle opportunità di ottimizzazione del costo del lavoro;
  • coordinamento tra fiscalità, contrattazione e politiche di welfare aziendale.

In attesa dei provvedimenti attuativi, risulta fondamentale un approccio consulenziale integrato, capace di tradurre le novità della normativa lavoro 2026 in scelte gestionali consapevoli.

 

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